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A Natale gli italiani snobbano i ristoranti

Secondo un’indagine svolta dal Centro Studi di Fipe-Confcommercio, a pochi giorni dal pranzo di Natale i ristoratori hanno raccolto prenotazioni solo per il 40% dei coperti previsti.
Per pranzare fuori casa il giorno di Natale gli italiani spenderanno gli stessi soldi spesi lo scorso anno. Per il pasto natalizio completo si spenderà in media 48,7 euro (1,5% in più), ma nonostante i prezzi invariati circa 400 mila persone diserteranno il ristorante con una variazione in negativo del 7% sul 2003.
Diminuiscono i ristoranti aperti: solo 52 mila saranno pronti ad accogliere clienti, cioè 3.850 ristoranti in meno rispetto alle aperture del Natale 2003. Del 70% aperti, la percentuale pende a favore del Nord con un fatturato che stacca nettamente (poco meno del triplo) quello stimato per Centro e Sud.

In totale si prevedono 4,6 milioni di coperti per un fatturato complessivo di 226 milioni di euro con un calo del 5,8% sul fatturato natalizio del 2003. Una percentuale negativa che va ad aggiungersi a quella già incisiva registrata nel corso dell’anno pari al 4,8% (con un perdita di fatturato pari a un miliardo di euro) e di gran lunga superiore a quella del 2% stimata in settembre. Mentre a disertare i ristoranti durante gli ultimi dodici mesi sono stati soprattutto famiglie e turisti con una buona tenuta della clientela d’affari, per il Natale la situazione si presenta completamente ribaltata: secondo quanto riferiscono i ristoratori, nove società su dieci stanno riducendo le spese per gli auguri delle festività.

“E’ il chiaro segnale – ha affermato Edi Sommariva, direttore generale di Fipe-Confcommercio – di una profonda crisi economica dal quale il paese non riesce a sollevarsi. Il blocco dei prezzi invocato dal presidente Sergio Billè e l’ultimo pasto di Natale con la sigaretta accesa non hanno stimolato il consumo al ristorante: vuol dire che gli italiani non hanno proprio più soldi. E non parliamo dei cittadini italiani, ma anche delle società, che è ben più grave! Non vorremo mica paragonare un bilancio societario con uno familiare, no?”. Anche San Silvestro sarà trascorso più in casa o nelle piazze rispetto a quanto avvenuto per il veglione precedente. Sempre secondo le elaborazioni del Centro Studi, saranno 5,7 milioni, con una flessione di circa 300.000 presenze rispetto al 2003, i clienti che trascorreranno l’ultima notte dell’anno in uno dei 63.000 ristoranti aperti (2.000 meno dell’anno scorso). La cena del veglione costerà in media 94 euro, facendo registrare un calo dei prezzi pari all’1% sul 2003. La spesa complessiva sarà pari a 536 milioni di euro con un calo del fatturato del 5,6% sul 2003.
Il menù della notte di San Silvestro sarà accompagnato soprattutto da spumante scelto da 9 ristoranti su 10 e dolci della tradizione locale serviti nel 70% dei ristoranti. Non mancheranno, tuttavia, panettone nel 50% dei locali e pandoro nel 25% dei casi. Le aperture dei ristoranti saranno superiori, seppur di lieve misura nel Centro (90%) rispetto all’83,4% del Nord e all’82,1% del Sud.

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