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No di Ascom al Piano Attuativo AT3 di Gavirate

Il parere contenuto nelle osservazioni dell’Associazione è assolutamente negativo. “Gli oltre duemila mila metri quadrati di superficie di vendita mettono a forte rischio il servizio offerto dai negozi di vicinato”

“Non è funzionale con la riqualificazione del centro urbano”

 
Assolutamente negativo”. È il parere di Confcommercio Ascom Varese in calce alle osservazioni presentate al Comune dal vicepresidente Antonio Besacchi (foto), con l’assistenza dell’architetto Giorgio De Wolf e dell’avvocato Antonio Chierichetti, in opposizione al Piano Attuativo dell’Ambito di Trasformazione AT3 Polifunzionale SP1 Nord di Gavirate.

In sintesi, le tre nuove medie strutture di vendita per un totale di 2mila 344 metri quadrati e i 483 metri quadrati di ristorazione previsti dall’intervento del Piano Attuativo posto lungo via Gerli Arioli, adottato dalla giunta gaviratese lo scorso 1 ottobre, ma non ancora approvato in via definitiva, nulla hanno a che vedere con l’obiettivo principale che lo strumento urbanistico si proponeva da questo intervento: la riqualificazione del centro urbano di Gavirate. Anzi, andrebbero nella direzione opposta, causandone un ulteriore impoverimento soprattutto in chiave commerciale, con le relative ripercussioni di carattere sociale.
 
Pianificazione urbanistica da integrare
Le osservazioni presentate da Ascom all’amministrazione comunale di Gavirate non lasciano dubbi: oltre al «no» secco al Piano attuativo, l’associazione commercianti si riserva “ogni ulteriore eventuale azione in sede giudiziaria a tutela del sistema del commercio locale”. Soluzione estrema alla quale si cercherà di non arrivare mettendosi attorno a un tavolo “per un ampio confronto con l’amministrazione comunale nell’interesse dei nostri associati e in un’ottica di interesse generale”.
Già indicata la base del dialogo, ovvero “integrare la pianificazione urbanistica in un armonico ed equilibrato assetto del territorio e delle diverse tipologie di vendita al dettaglio, con particolare attenzione alla tutela del commercio di vicinato e dei servizi”.
 
Nessuna polifunzionalità ma un unico “polo monofunzionale”
Detto della assoluta estraneità del Piano attuativo con la riqualificazione del centro di Gavirate, ovvero il principale obiettivo indicato nel vigente P.G.T. dall’amministrazione comunale, ci sono altri elementi alla base dell’opposizione da parte di Ascom. A partire dalla non polifunzionalità degli insediamenti previsti: “A nostro modo di vedere, non siamo in presenza di un intervento che individua tre lotti autonomi e polifunzionali, ma di un intervento edilizio unitario organizzato in più edifici in cui le attività previste si appoggiano e vengono disimpegnate dallo stesso sistema viario”. Insomma, un vero e proprio parco commerciale che, essendo tale, per essere autorizzato deve prima risultare conforme al vigente P.G.T. e passare attraverso la Conferenza dei Servizi in Regione Lombardia.
 
Danni anche di carattere sociale
Ma non ci sono solo motivazione di carattere tecnico alla base della presa di posizione dell’associazione commercianti.
È vero che anche nel settore del commercio l’iniziativa privata è libera, tuttavia non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale rappresentata in questo caso dai servizi distributivi assicurati da una rete di commercio di vicinato presente con i propri effetti positivi nei centri urbani”. A ciò andrebbe poi aggiunta la perdita del valore degli immobili del centro storico, “quale ulteriore negativa conseguenza della ancora più dolorosa perdita dei negozi nel nucleo antico e del conseguente “svuotamento” e degrado sociale del nucleo storico di Gavirate”.


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