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Vestito rovinato? La lavanderia ti paga il danno

L’obiettivo è chiaro: incamminarsi sulla strada proficua delle garanzie reciproche di correttezza nel rapporto tra consumatore e impresa.
L’Accordo TintoLavanderie, sottoscritto a giugno in Camera di Commercio, raggiunge un traguardo significativo: mercoledì 29 marzo è stata firmata la “Tabella di Deprezzamento” da Associazioni Artigiani, Cna, Acai e da Adiconsum, Adoc, Casa del Consumatore, Federconsumatori, Movimento Consumatori.
Il documento, finora unico in Italia, garantisce la possibilità per le imprese e per i consumatori di avere certezza sui valori minimi e massimi di risarcimento in caso di danneggiamento dei capi in lavanderia.
Un passaggio importante per un mercato dove le esigenze imprenditoriali devono sempre di più coniugarsi con i bisogni espressi dai consumatori. Ecco allora l’attenzione crescente, sia da parte degli imprenditori che delle istituzioni, alle istanze presentate dai cittadini, entrati di diritto a far parte della catena dell’economia.
I consumatori, dunque, si presentano sempre di più come soggetti attivi del mercato, consapevoli e capaci di influenzare con le loro decisioni, talvolta in modo determinante, le politiche imprenditoriali.
Lo scenario su cui s’inserisce la firma di ieri vede dunque impegnata la Camera di Commercio - insieme con le Associazioni firmatarie della Tabella di Deprezzamento e in precedenza dello stesso Accordo Tintolavanderie - a diffondere un cultura d’impresa dove il “consumo” sia anche un fattore di stimolo all’innovazione e alla qualità. Di grande importanza è allora l’indicazione, contenuta nell’Accordo, del ricorso al Servizio di Conciliazione nel caso si presentino controversie tra imprese e consumatore.
Per ogni ulteriore informazione sull’Accordo Tintolavanderie è possibile rivolgersi al Servizio Regolazione di Mercato della Camera di Commercio varesina (tel. 0332/295.366-311; e-mail: regolazionedimercato@va.camcom.it).

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