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Canoni d'affitto: il reddito minimo da dichiarare

La Finanziaria 2005 introduce nell'ordinamento tributario due norme che prevedono un importo minimo per la determinazione del reddito dei fabbricati locati.
Le disposizioni stabiliscono una regola, almeno in apparenza, molto semplice: ai contribuenti che dichiarano un reddito derivante dalla locazione dei fabbricati non inferiore a una certa soglia minima (il maggiore importo tra l'85% del canone di locazione e il 10% del valore dell'immobile) è concesso un "salva-condotto" per gli accertamenti. Infatti nei confronti di coloro che intendono adeguarsi a tale importo minimo non saranno applicabili alcune disposizioni del Dpr 600/73: articolo 32, comma 1, numero 7 (indagini bancarie); articolo 38 (accertamento sintetico); articolo 40 (rettifica delle dichiarazioni dei soggetti diversi dalle persone fisiche); articolo 41-bis (accertamento parziale in base agli elementi segnalati dall'anagrafe tributaria).
Le nuove disposizioni si applicano solo alla locazione dei fabbricati, urbani e non.
La norma non pone obblighi nei confronti del contribuente: se questi si adegua godrà dei benefici indicati, se non si adegua gli uffici non potranno procedere ad alcuna riliquidazione di tipo automatico, ma dovranno procedere con accertamenti di tipo ordinario.
Le disposizioni si applicano a imposte sul reddito, imposta di registro e all'Irap, ma non ai fini Iva, e riguardano tutti i contribuenti, persone fisiche o società.
Per gli aspetti operativi il conteggio è abbastanza semplice: basta porre a confronto l'85% del canone di locazione risultante dal contratto con il 10% del valore del fabbricato determinato con le regole dell'imposta di registro (valore catastale rivalutato con moltiplicatori differenti in ragione del fabbricato).
Viene, infine, introdotta una norma che tende a contrastare l'evasione nel settore: nel caso di unità immobiliare per la quale non vi siano contratti registrati si presume, salvo prova contraria, l'esistenza della locazione anche per i quattro periodi d'imposta antecedenti a quello di accertamento; il canone è determinato applicando il 10% al valore dell'immobile.
Le novità sono in vigore dal 1° gennaio 2005 per tutti i contratti, anche già in corso: le conseguenze sono, ai fini Irpef, che nelle dichiarazioni da presentare nel 2006 potranno già essere indicati i canoni "adeguati".
fonte "Il Sole 24Ore"

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