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Ascom Varese ancora in campo per istituire le Zone Economiche Speciali

Presentazione alla stampa lunedì 30 novembre dell’impegno di Ascom Varese in merito all’istituzione di una Zes – Zona ad Economia Speciale – che copra il territorio della provincia di Varese. Un impegno iniziata oltre un anno fa, al momento dell’approvazione della delibera regionale n. 420 del luglio 2014 “Proposta di legge per la istituzione di zone economiche speciali (ZES) nelle aree territoriali della provincia di Varese (…)”.
Alla presenza dei giornalisti, hanno illustrato tutte le iniziative attuate ad oggi da Ascom Varese, il presidente Giorgio Angelucci, il vice presidente Antonio Besacchi, il segretario generale Sergio Bellani, i consulenti Antonio Chierichetti, avvocato amministrativista, e Giorgio De Wolf, architetto urbanista.
Nell’incontro con i giornalisti, ci si è soffermati su alcuni punti focali di questo lungo iter, specificando come l'intero sistema socio economico della provincia di Varese ha attraversato una fase molto difficile in conseguenza sia della generale crisi economica del paese che di alcune particolari situazioni locali quali, fra le altre, un penalizzante ridimensionamento, senza alcuna compensazione per il territorio, di Malpensa e il protrarsi del rilevante processo di delocalizzazione produttiva verso destinazioni esterne all’Unione Europea.
Tali specifici fenomeni hanno determinato in questi anni un notevole indebolimento del tessuto imprenditoriale varesino, svantaggiando gravemente una fascia territoriale molto ampia la quale rappresenta uno dei principali motori economici italiani ed europei.
E' quindi interesse non solo statale ma anche comunitario proteggere e tutelare queste aree anche attraverso l'istituzione di zone dotate di straordinarie agevolazioni fiscali ed amministrative che attraggano nuovi investitori in tali ambiti territoriali e – pure in un quadro storico di leale collaborazione con le autorità elvetiche – siano comunque funzionali al mantenimento del nostro tessuto produttivo all’interno dell’Unione.
ASCOM Varese, com'è noto, si sta infatti da tempo interessando, tramite il proprio centro studi, al tema di come sostenere e sviluppare l'economia di alcuni territori ed in particolare della nostra provincia: nello specifico con il ricorso allo strumento delle zone ad economia speciale (ex zone franche) ritenendole uno strumento strategico molto utile al rilancio del sistema economico del nostro territorio.
Si ricorda a tal proposito che la Confcommercio varesina si rese parte attiva già nel giugno 2014 inviando al Presidente della Giunta Regionale della Lombardia, un proprio atto con il quale chiedeva di introdurre nella proposta di legge parlamentare (p.l.p. n.11/2014), un emendamento che includesse la più ampia porzione possibile della provincia di Varese nell'ambito delle istituende zone economiche speciali.
Anche per supportare i primi segnali di ripresa economica ASCOM Varese si è impegnata in questi mesi a seguire ed a promuovere la suddetta proposta di legge parlamentare che il consiglio regionale lombardo aveva approvato con la delibera n.420 dell'8.7.2014 "Proposta di legge al parlamento per la istituzione di zone economiche speciali (ZES) nelle aree territoriali della Lombardia confinanti con la Svizzera"; ma a distanza di oltre un anno dalla sua presentazione in parlamento non è ancora incominciato l'esame di tale proposta di legge.
Riteniamo giunto il momento di sollecitare un serio impegno dell'intero sistema economico e politico varesino a favore di tale proposta di legge, un impegno che si estenda, ben oltre il raggio di azione esperibile da una singola associazione di categoria, mettendo in campo tutte le energie presenti e le attività necessarie finalizzate al raggiungimento di tale obiettivo strategico.
L'attenzione di ASCOM Varese su questo tema non è comunque certo isolata considerato come sta crescendo in questi ultimi mesi, in altre parti del nostro paese, l'interesse verso l'istituzione di zone franche e zone economiche speciali.
Insieme alla Lombardia anche altre due Regioni, la Puglia in aprile e la Calabria a fine settembre, hanno già presentato aggiornate proposte di legge parlamentare per la istituzione di ZES sui propri territori.
Inoltre, nell'ambito della questione circa il futuro assetto del sito che ha ospitato EXPO autorevoli esponenti istituzionali hanno già ipotizzato il ricorso alla istituzione di una "no tax area" proprio su tali aree, anche per valorizzare la vicinanza all'aeroporto di Malpensa. 
A tal proposito mette conto qui ricordare il consiglio regionale della Lombardia ha già approvato l’8 luglio 2014 l’ordine del giorno n.418, collegato proprio alla proposta di legge al parlamento per la istituzione di ZES nelle aree territoriali della Lombardia confinanti con Svizzera, che: “invita la giunta regionale a procedere con ogni opportuna iniziativa affinchè, una volta riconosciuta la ZES, la stessa venga estesa a tutti i comuni situati a una distanza pari o inferiore a sette chilometri dal confine più prossimo dal sedime dell’aeroporto di Milano Malpensa”
La classe dirigente italiana, intesa in senso lato, ricomprendendo in essa non solo gli esponenti politici ed istituzionali ma anche i principali rappresentanti della realtà economica ed imprenditoriale del paese, non può certo restare indifferente bensì efficacemente attivarsi di fronte al fatto che nell'Unione Europea molti Stati membri (Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovenia, Portogallo e Spagna) hanno già attivato ZES nei propri territori.
Di particolare rilevanza è l'esperienza della Polonia dove sono state istituite ben 14 zone economiche speciali, vere protagoniste del grande rilancio economico di tale paese e nel quale alcune ZES si sono specializzate in specifici comparti di attività economica, come nel caso famoso della ZES di Katowice con un comparto principale nel settore automobilistico dove sono presenti importanti multinazionali come General Motors, Fiat, Isuzu, ecc..
ASCOM Varese ritiene che siano più che mai attuali le  esigenze e le considerazioni che l'hanno portata a sostenere nel 2014 la proposta di legge istitutiva di zone economiche speciali in Lombardia, quelle cioè di attrarre investitori stranieri e di mantenere il tessuto produttivo nel territorio e, per questa ragione, intende quindi riaffermare con determinazione la propria volontà di approfondire un'azione forte a favore della costituzione di tali Zone, promuovendo a tal fine una comune strategia tra tutte le associazioni di categoria locali, le istituzioni universitarie varesine, i rappresentanti politici e le pubbliche amministrazioni del nostro territorio affinché, intervenendo insieme nelle sedi competenti, si passi dalle parole ai fatti e venga risolutivamente sollecitato l'impegno del parlamento e del governo in tal senso, sia a livello statale che comunitario.
 


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