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Lombardia: commercio, approvata moratoria sui centri commerciali

Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni: "Detto, fatto"

"Dopo il voto positivo alla legge che prevede la sospensione dell'autorizzazioni alle aperture dei i grandi centri commerciali il nostro programma prosegue sempre di più all'insegna del 'Detto, Fatto'". E' quanto affermato oggi dal presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, al termine del voto all'unanimità, da parte del Consiglio regionale, che dà il via libera alla norma sulla alla moratoria delle licenze per la costruzione di altri centri commerciali su tutto il territorio lombardo. "Il mio ringraziamento - ha aggiunto Maroni - non può che andare quindi all'assessore al Commercio Alberto Cavalli, alla maggioranza che ci sostiene e al Consiglio regionale". "Ancora una volta - ha concluso il presidente - abbiamo dimostrato che rispettiamo gli impegni presi con gli elettori che ci hanno affidato il loro consenso".

Con questo provvedimento si apre una grande sfida per la nostra Regione. Ci diamo,infatti, sei mesi per aggiornare l’intero quadro normativo in materia di commercio, adeguandolo al nuovo contesto socio economico che si è creato con la crisi e cercando così di rispondere ai bisogni delle famiglie e delle imprese.” Così il vicepresidente della Commissione Attività Produttive e Occupazione, Carlo Malvezzi, ha spiegato la finalità della legge “Disposizioni in materia di programmazione commerciale” che ha ricevuto oggi il via libera del Consiglio Regionale.
Il provvedimento dispone, infatti, la sospensione della possibilità di presentare nuove domande di autorizzazione per l’apertura o per la modifica delle grandi strutture di vendita al fine di effettuare un preciso monitoraggio della consistenza e delle caratteristiche assunte dalla rete commerciale in Lombardia. “Entro il 31 dicembre di quest’anno – prosegue Malvezzi – dovremo valutare l’equilibrio esistente tra le varie forme commerciali e avviare l’elaborazione di una legge che andrà a valorizzare il sistema commerciale nel suo insieme con una particolare attenzione ai negozi di vicinato che hanno subito in modo maggiore l’attuale crisi economica. Non crediamo che l’attuale crisi possa essere superata alimentando conflitti tra operatori, ma favorendo una reale collaborazione che tenga nella debita considerazione l’esigenze dei consumatori e delle famiglie e le giuste aspettative degli operatori commerciali.” Il testo prevede inoltre che l’autorizzazione all’apertura o la richiesta di modifiche alla struttura verrà revocata qualora il titolare non inizi l’attività entro tre anni. Solo a fronte di cause impreviste non imputabili all’operatore, dopo l’avvio dei lavori, il Comune potrà prorogare il termine per il periodo strettamente necessario alla conclusione delle opere edilizie.

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