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Sabato 3 gennaio al via i saldi invernali anche a Varese

Accantonati gli acquisti natalizi, quest’anno passati in sordina, ecco il momento tanto atteso, da commercianti e consumatori, dei saldi invernali. Sabato 3 gennaio in provincia di Varese come in tutta la Lombardia, prendono il via i saldi invernali che si protrarranno fino al 3 marzo, così come stabilito dalla Giunta della Regione Lombardia.
Un appuntamento nel quale i commercianti ripongono fiducia e speranza per tentare di recuperare il consistente calo delle vendite subito a dicembre.

“E’ stato un Natale davvero sottotono – spiega Giorgio Angelucci, presidente Uniascom e Ascom Varese – un dicembre così è il peggiore di questi ultimi anni. I consumatori sono stati molto oculati nelle spese con una scarsissima propensione agli acquisti, una ripresina si è avvertita negli ultimi giorni ma insufficiente comunque per ridare fiato alle vendite”.

Il segno negativo delle vendite autunnali ha fatto sì che si accumulassero giacenze di magazzino consistenti “e che ora si rivelano una buona occasione per le promozioni in saldo. Ma attenzione – precisa Angelucci – a non farsi abbagliare da una scontistica elevata che, spesso, nasconde prodotti di scarsa qualità o di vecchie collezioni”. Insomma, anche per lo shopping in saldo, occhio al prezzo. “Il saldo vero – commenta il presidente dei commercianti – è quello che offre uno sconto del 30 per cento circa rispetto al prezzo di cartellino”. Da qui l’invito ai consumatori di diffidare di ribassi esagerati con punte del 50 o del 70 per cento verificando, quindi, che sia rispettata la normativa vigente, che impone l’obbligo di esposizione del prezzo originario di vendita, la percentuale di saldo applicata e il prezzo finale scontato. Una regola ritenuta fondamentale per garantire acquisti sicuri e ribadita dall’impegno dei commercianti che aderiscono a “Saldi Chiari”, l’iniziativa del Sindacati Provinciali di Abbigliamento e Calzature di Uniascom Varese a tutela del consumatore per la trasparenza delle svendite stagionali.
Da anni sperimentato con successo e con il plauso delle associazioni dei consumatori, Saldi Chiari è un decalogo di autodisciplina, esposto in maniera visibile nel punto vendita, con il quale il negoziante s’impegna al rispetto di alcune regole, tra cui: l’accettazione del pagamento con carte di credito, l’impegno a sostituire o a rimborsare entro otto giorni dall’acquisto o comunque nel termine più breve possibile i capi che presentano gravi vizi occulti, il diritto del consumatore alla prova dei capi di abbigliamento (esclusa la biancheria intima), l’uniformità dei prezzi per le catene di negozi che effettuano vendite di fine stagione o saldi, l’esposizione di un cartello che indica il costo e la possibilità di adattare o riparare i capi di abbigliamento.

Secondo le previsioni elaborate del Centro Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media poco meno di 450 euro per abbigliamento e accessori con un acquisto medio di prodotti a saldo per persona di 173 euro. Il valore complessivo dei saldi si aggirerà intorno ai 6,8 miliardi di euro con un’incidenza del 19,5% sul fatturato annuo del settore.

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