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Indagine Fipe: a Varese la pizza Margherita costa meno di un anno fa

E’ nella provincia milanese dove il prezzo della Margherita è salito maggiormente, ma è calato quello dell’espresso. Varese è quarta nella media nazionale dove si distingue per la diminuzione del prezzo della pizza, passato da 7,79 euro (febbraio 2006) a 7,76 euro (febbraio 2007) pari ad una diminuzione dello 0,32%.

‘A tazzulella ‘e cafè potrebbe aver perso un po’ del suo fascino a Napoli. Il numero di bar in rapporto agli abitanti è fra i più bassi delle città di provincia in Italia. E’ quanto emerge da un’indagine del centro studi di Fipe-Confcommercio del 2004 che ha analizzato il settore dei pubblici esercizi e la variazione tendenziale a febbraio 2007 dei prezzi del caffè e della pizza.
Nel primo caso (densità di bar per capoluogo di provincia) le città con la più alta percentuale di bar ogni mille abitanti non sono quelle del Sud (dove la tradizione è molto più sentita), ma due città del Nord: Como e Mantova con il 4,9%. Nel capoluogo partenopeo i caffè sono diminuiti (nel senso di luogo), ma sono aumentati di prezzo (nel senso della bevanda). A livello generale sono però più numerosi i capoluoghi dove il costo della bevanda più amata degli italiani è diminuito.
Ad aprire questa classifica è Campobasso con un ribasso del 2,85% (da 73 a 71 centesimi per la consumazione al banco) e a chiuderla è Potenza con un ribasso dello 0,05% che a livello di prezzo al pubblico non fa neanche apparire la variazione (70 centesimi). Il maggior ribasso, quello di Campobasso, non coincide però con il prezzo più basso. Infatti, a Bari, città dove il rincaro è stato più basso (0,09%) il prezzo è fermo 64 centesimi, così come l’aumento maggiore, registrato a Perugia con il 2,52% (da 75 a 77 centesimi) non coincide con il prezzo più alto imposto da Bolzano con 97 centesimi.

Lo stesso discorso è per la pizza. Se Brescia fa notizia per l’aumento del 77,66%, va precisato che il prezzo dopo l’aumento (da 4,33 a 7,70 euro) è comunque più basso di quello di Milano, la più cara, con 9,46 euro, Venezia (€8,94), Padova (€8,48) e Roma (€8,37).
La pizza più economica si mangia a Reggio Calabria (5,43 euro contro i 5,51 dell’anno precedente, per una variazione negativa dell’1,48%). Seguono nella lista delle pizze economiche Napoli (€5,91) e Potenza, nonostante questa città sia nell’elenco dei rincari (€5,99 contro i 5,73 euro del 2006).
Ancora una volta è però Campobasso ad imporsi per il maggior ribasso con una variazione del 14,49%: lo scorso anno per la pizza si spendevano 7,5 3 euro, mentre adesso si consuma a 6,44 euro.
“L’indagine dimostra ancora una volta – commenta Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe-Confcommercio – che è il mercato a stabilire le regole. Era impossibile che a Brescia si potesse continuare a pagare 4,33 euro per una pizza. L’aumento di oltre il 77% che ad una prima impressione potrebbe far urlare al rincaro è soltanto un livellamento ai prezzi di mercato”.

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